I Registri della Catena del Comune di Savona

Si tratta di due registri in pergamena con legatura moderna in pelle su assicelle di legno, con borchie metalliche e una catena pendente, dalla quale prendono il nome, costituiti rispettivamente da 103 e 327 carte. Nei due registri, indicati con Registro I e Registro II, furono trascritti dai notai del Comune di Savona i documenti ritenuti indispensabili per il Comune stesso in quanto provavano la legittimità dell’esercizio dell’autorità, del godimento di diritti e privilegi, del possesso di determinati beni.

La prassi di selezionare alcuni documenti e trascriverli su registri, denominati “cartulari”, nacque in ambito ecclesiastico e fu successivamente adottata anche dai  Comuni con la realizzazione dei registri che sono generalmente denominati Libri Iurium, vale a dire Libri dei diritti. Vi si trovano diplomi imperiali, privilegi papali, trattati di alleanza, investiture, atti di dedizione e sottomissione e altri negozi giuridici diversi. La necessità di creare queste raccolte da parte dei Comuni era favorita dalla garanzia di conservazione e dalla comodità di consultazione; era inoltre giustificata anche dal fatto che nel Medio Evo, c’era il bisogno della continua conferma di legittimità, ad esempio in occasione di successioni imperiali.

A Savona nel XIII secolo iniziarono a essere compilati questi registri, che nel corso dei secoli furono denominati in vari modi, liber communis, liber privilegiorum, liber conventionum e, dal Settecento, libri della Catena. La denominazione “Registri della Catena” è comunque sempre stata privilegiata dalla storiografia savonese, ricordiamo in particolare Agostino Bruno, Vittorio Poggi, Italo Scovazzi e Filippo Noberasco.

I più antichi documenti che vi sono raccolti attestavano l’autonomia del comune savonese e i relativi rapporti con i marchesi, con il vescovo e con altre comunità. Il primo registro inizia con un diploma del 998 dell’imperatore Ottone III che, su richiesta di Bernardo, vescovo di Savona, conferma alla Chiesa savonese tutti i suoi possessi e diritti. Il secondo, dalla genesi più complessa, si apre con l’indice di entrambi i volumi, redatto presumibilmente intorno al 1407; l’atto più antico trascritto è la cosiddetta Convenzione di Varazze tra i Comuni di Genova e Savona nel 1251, con la quale Savona divenne un Comune federato della Repubblica genovese.

Bibliografia:

I Registri della Catena del comune di Savona, a cura di M. NOCERA, F. PERASSO, D. PUNCUH, A. ROVERE, in «Atti della Società Ligure di Storia Patria», n.s., XXV-XXVI, Genova 1986