2. Il rientro in Italia e la prigionia

Rientato in Italia nel 1929, utilizzando un passaporto falso, Pertini viene arrestato a Pisa il 14 aprile e processato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Il processo termina nel mese di novembre con la condanna a 10 anni e 9 mesi di reclusione. Nel 1931 dal carcere di S. Stefano, nell'arcipelago delle Isole Ponziane, viene trasferito a Turi (Bari). Il 13 novembre, in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute, viene trasferito presso il sanatorio giudiziario di Pianosa. 
In una lettera datata 15 dicembre 1958 e inviata al cognato Umberto Voltolina, Pertini descrive una sensazione provata durante i primi anni di prigionia: "Mi rivedo, tanti anni fa, nella mia cella dell'ergastolo di Santo Stefano, un mattino di primavera. Il vento improvvisamente inondò la cella del profumo di una ginestra cresciuta sul terreno pietroso dell'isola e fiorita nella notte. Quel profumo mi prese tutto, mi diede alla testa, mi sentii come ubriaco. Era la primavera, la vita, Umberto; la vita che scorreva fuori dell'ergastolo, lontano dalla mia giovinezza... (...)"

Si ringrazia Umberto Voltolina, presidente della Fondazione Pertini, che in occasione dell'inaugurazione della mostra all'Archivio di Stato il 17 febbraio 2020 ha consegnato ai partecipanti una copia di questa lettera.

1929 aprile 11

11 aprile 1929. Nella nota della Direzione della pubblica sicurezza è riportato il contenuto scritto di una lettera della allora fidanzata di Pertini, Matilde "Mati" Ferrari, scritto con inchiostro simpatico.

1931 agosto 26

26 agosto 1931. La Legione territoriale dei Carabinieri di Genova comunica i risultati delle indagini per l'identificazione di un "cugino" citato nella corrispondenza di Pertini.

1932 maggio 9

9 maggio 1932. Nota della Compagnia dei Carabinieri di Savona in merito alla corrispondenza tra Pertini e sua madre.

1933 marzo 15

15 marzo 1933. La Procura generale presso il Tribunale per la difesa dello Stato trasmette alla Questura copia della domanda di grazia presentata dalla madre di Pertini, Maria Muzio.

1932 dicembre 22

22 dicembre 1932 (Copia conforme redatta il 15 marzo 1933). Lettera di Maria Muzio, madre di Pertini, al Capo del Governo relativa alla richiesta di grazia per suo figlio, detenuto nel sanatorio di Pianosa. Nonostante l'intervento della madre, Pertini rifiuterà di presentare domanda di grazia.

1933 giugno 29

29 giugno 1933. Disposizioni del Ministero in seguito alla pubblicazione, a Parigi, di alcune lettere di Pertini e di scritti su di lui. 

1933 novembre 9

9 novembre 1933. La Direzione della pubblica sicurezza ribadisce la necessità di effettuare una stretta sorveglianza sui contatti tra la madre e gli amici di Pertini anche alla luce delle lettere pubblicate sui giornali "sovversivi" esteri.

1934 gennaio 4

7 gennaio 1934. Lettera alla madre dal reclusorio di Pianosa. Non si tratta della lettera originale scritta da Pertini, ma di una trascrizione realizzata nell'ambito del controllo ordinario della corrispondenza del detenuto. La lettera inizia così: "Mia buona mamma, grazie del pacco. Questa volta mi è giunto in ottime condizioni. I dolci furono trovati squisiti. Attendo sempre una tua lettera. È da mesi, ormai, che non mi si consegnano tue lettere! Ti sarà facile immaginare il mio stato d'animo (...)"

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