3. Il confino e la liberazione

Nel 1934 Sandro Pertini è assegnato al confino a Ponza; successivamente è inviato a Ventotene. In seguito alla caduta del fascismo, Pertini torna libero nell'agosto 1943.


1934 ottobre 5

5 ottobre 1934. Comunicazione relativa all'assegnazione di Sandro Pertini al confino sull'isola di Ponza.

1941 luglio 29

29 luglio 1941. Da Ventotene Sandro Pertini chiede di essere trasferito per un breve periodo nelle carceri di Savona per potersi avvicinare alla madre ottantaseienne.

1941 settembre 10

10 settembre 1941. Nella nota sono riportate le parole di Pertini scritte in un telegramma inviato all'avvocato Isetta: "Giovedì sarò carceri Savona. Avverti mamma. Bacioni"

1943 agosto 10

10 agosto 1943. Nel telegramma il Capo della polizia Carmine Senise comunica la liberazione di Sandro Pertini

1943 agosto 22

22 agosto 1943. Il direttore della colonia di confino politico di Ventotene, Marcello Guida, comunica il previsto arrivo di Pertini a Savona

Nel 1943 diventa vicesegretario del Partito Socialista a Roma ed entra nella giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale.  Catturato dalle SS, è condannato a morte e imprigionato nel carcere di Regina Coeli; evaso dal carcere il 25 gennaio del 1944 insieme a Giuseppe Saragat, grazie ad una azione partigiana, giunge a Milano dove assume la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dai tedeschi. Dirige la lotta partigiana e nell'estate del 1944 partecipa alla liberazione di Firenze.
Dopo la guerra si dedica all'attività politica e al giornalismo. Nel 1946 è eletto deputato dell'Assemblea Costituente e nel 1948 è Senatore della Repubblica. Negli anni successivi è eletto deputato, Vice-Presidente e Presidente della Camera dei Deputati. Ha diretto l'Avanti e il quotidiano "il Lavoro". Nel 1978 diventa Presidente della Repubblica. Muore a Roma il 24 febbraio 1990.