Ulivo, vite, cotone e ceramica nelle statistiche del Dipartimento di Montenotte

Dopo la breve esperienza della Repubblica democratica ligure (1797-1805), la Liguria fu annessa all’Impero francese napoleonico nel 1805 con il Decreto di Aggregazione, che sancì la divisione del territorio ligure nei tre Dipartimenti di Genova, Appennini (con capoluogo Chiavari) e Montenotte (con capoluogo Savona). I territori a ponente del torrente Argentina furono incorporati nel Dipartimento delle Alpi marittime, con capoluogo Nizza. I Dipartimenti erano a loro volta suddivisi in circondari, cantoni e comuni. Savona divenne quindi capoluogo del Dipartimento di Montenotte, denominazione derivante dalla memorabile battaglia del 1796 che aveva permesso al giovane Napoleone Bonaparte di iniziare la conquista dell’Italia. Il Dipartimento comprendeva i circondari di Porto Maurizio, Savona, Ceva e Acqui, estendendosi quindi fino all’estremo ponente ligure e al basso Piemonte.
L’Impero si impegnò fin dagli inizi nello sviluppo dell’agricoltura nel territorio del Dipartimento. Qui infatti il peso del settore agricolo era maggiore rispetto ai territori del Genovesato, grazie soprattutto alla presenza di colture altamente specializzate nelle zone costiere, come l’olivicoltura, l’agrumicoltura e la viticoltura.
Al fine di creare nei territori annessi un’amministrazione civile strutturata e solida, per l’Impero si rese necessario approfondire la conoscenza delle singole realtà locali, anche attraverso grandi indagini statistiche.
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Gilbert Chabrol de Volvic, prefetto del Dipartimento di Montenotte (1806-1812). Immagine di pubblico dominio
Una figura di spicco del Dipartimento di Montenotte fu Gilbert Chabrol de Volvic (Riom, 25 settembre 1773 - Parigi, 30 aprile 1843). Laureato in ingegneria e specializzato in piante e strade,  aveva fatto parte del gruppo di ingegneri francesi partito per l'Egitto nel 1798 e aveva partecipato ai progetti per i lavori di riparazione del Canale di Alessandria e alle operazioni di livellazione in previsione del taglio dell'istmo di Suez. Tra il 1798 e il 1799 fu disegnatore ufficiale del corpo di spedizione per esplorare l'Alto Egitto. Tornato in Francia, fu nominato prefetto a Pontivy e, nel 1806, divenne prefetto del Dipartimento di Montenotte, dove si insediò con l’intento di “risollevare il commercio e l’intera attività economica della Regione di Savona”. Rimase in carica fino al 1812, quando fu nominato prefetto del Dipartimento della Senna a Parigi.
Il suo grande interesse per la statistica lo portò a istituire presso il Municipio un “servizio statistico destinato a raccogliere tutti i dati possibili concernenti il territorio e la popolazione del Dipartimento” e a raccogliere i risultati nell’opera Statistica del Dipartimento di Montenotte, pubblicata nel 1824, un'opera di grande importanza per lo studio della storia locale del periodo napoleonico, grazie alla sua completezza e scientificità.
Nella mostra sono presentati alcuni prospetti statistici relativi ai prodotti dell'agricoltura e alle manifatture del Dipartimento. Le notizie storiche sono tratte da: G. Chabrol de Volvic, Statistica delle province di Savona, di Oneglia, di Acqui e di parte della provincia di Mondovì che formavano il Dipartimento di Montenotte, a cura di G. Assereto, Savona 1994.

L'AGRICOLTURA NEL DIPARTIMENTO DI MONTENOTTE
 Nel capitolo sull'agricoltura, Chabrol presenta un'ampia panoramica della situazione nei diversi circondari. In tutto il circondario di Savona la coltura dominante era la vigna. Tra i ceppi piantati a filari e posti a una distanza di 3-4 metri l'uno dall'altro, si seminava frumento, verdure, rape e cavoli. Gli alberi da frutto, in particolare i peschi e gli albicocchi, davano una buona produzione. I castagneti, oltre a costituire una risorsa per la popolazione, in molti cantoni, tra cui Savona, Quiliano, Varazze, Ceva e Ormea, superavano il fabbisogno locale e consentivano l'esportazione, soprattutto verso la Francia. In tutti i paesi sulla costa gli orti erano coltivati in maniera simile e vi crescevano viti, aranci e altri alberi da frutto, legumi e ortaggi. Chabrol accenna anche alla presenza del papavero nero, coltivato per i suoi semi utilizzati, soprattutto nei paesi del nord, in pasticceria e in farmacia. Nei cantoni di Noli, Spotorno, Varazze e Finale gli ulivi erano piantati a bosco. A Varazze si coltivava il cavolfiore e altre verdure che venivano commerciate in Piemonte e Lombardia. A Finale erano notevoli gli aranceti e molto diffusa era la coltivazione della canapa. I terreni dei cantoni di Albenga e Borghetto erano coltivati prevalentemente a canapa e cavoli. Nel cantone di Porto Maurizio dominava l'ulivo. I cantoni di Ceva e Acqui, oltre alla vite, vedevano la presenza di granturco, legumi e gelsi ed erano ricchi in foraggio.

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Situazione del raccolto dell’anno 1806 nei quattro circondari di Acqui, Ceva, porto Maurizio e Savona

Savona, 3 gennaio 1807

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 54

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Prospetto dei cereali e dei legumi venduti al mercato di Savona durante la prima quindicina del mese di giugno dell’anno 1812. La rilevazione  riguarda la quantità e il prezzo di frumento, frumento segalato, segale, orzo, grano saraceno, mais, patate, castagne, legumi secchi e avena. 

Savona, 16 giugno 1812

Archivio della Prefettura di Montenotte, b. 56, fasc. 3

L'ULIVO
Il paragrafo della Statistica del Dipartimento di Montenotte dedicato all'olivicoltura è molto ricco e approfondito e documenta un periodo in cui questa coltivazione era probabilmente vicina alla massima estensione grazie all'altissima redditività. Chabrol sottolinea che "il prodotto dell'ulivo rappresenta la principale risorsa degli abitanti di Montenotte". Nel testo si legge che "attualmente tutte le colline che circondano la riva del mare sono piantate ad ulivi, in particolare nel tratto che va da Alassio fino a Taggia", ma buone coltivazioni si trovano anche nei territori tra Alassio ed Arenzano, in particolare nel Finalese, mentre "la valle di Albenga e i dintorni di Savona hanno ancora molte terre da dissodare". A partire dal 15 settembre 1806 in tutto l'Impero fu avviata un'inchiesta sugli ulivi, i cui risultati sono sintetizzati nel testo di Chabrol. Per quanto riguarda il Dipartimento di Montenotte di tale inchiesta rimangono alcune tracce in relazioni e questionari compilati a livello locale come quelli riprodotti qui sotto.

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Risposte alle questioni agronomiche sulla cultura degli ulivi nel Cantone di Porto Maurizio

Porto Maurizio, 1808

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 52, fasc. 1

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Risposte alle questioni agronomiche sulla cultura degli ulivi nel Cantone di Diano

Diano, 1808

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 52, fasc. 1

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Tavola statistica approssimativa degli uliveti nei circondari di Porto Maurizio e Savona

Savona, 1813 ca.

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 54

LA VITE
La coltura della vite era una delle attività più diffuse nel Dipartimento di Montenotte, in particolare nei circondari piemontesi di Ceva e Acqui. All'epoca della dominazione imperiale anche nel Savonese la vite rappresentava la coltura dominante con una produzione ragguardevole anche se, secondo Chabrol, di qualità non particolarmente elevata. L'amministrazione predispose un'inchiesta sui vigneti nel 1809 e tentò di apportare miglioramenti alla viticoltura nel Dipartimento, ad esempio diffondendo piantine selezionate provenienti dal vivaio del Luxembourg a Parigi.
A proposito dei circondari di Savona e Porto Maurizio, Chabrol riferisce che  "vi si contano fino a venti specie d'uva; per fare il vino si mescolano tutte assieme. Tra le varietà più produttive figurano la barbenna, il rossese, i dolcetti e i pignoli. Il vino migliore è prodotto con il barbarossa, il vermentino, il rossese e il pisano".

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Prospetto sulle diverse varietà di vite coltivate nel Dipartimento di Montenotte, delle quali sono stati inviati due esemplari per varietà al Vivaio dei Giardini Luxembourg a Parigi

Savona, 1807

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 53, fasc. 3

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Quadro delle uve che si coltivano nel Comune di Albissola Marina

Albissola Marina, 1807

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 53, fasc. 3

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Prospetto dello sciroppo di uva fabbricato presso la Farmacia dell'Ospedale civile di Albenga nell'anno 1810

Albenga, 30 dicembre 1810

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 53, fasc. 2

NUOVE COLTURE: IL COTONE E LA BARBIETOLA
Come già accennato, nel Dipartimento di Montenotte l'intervento francese in agricoltura si concentrò sulle coltivazioni preesistenti, come l'ulivo, gli agrumi e la vite. Rimasero marginali gli sforzi volti a introdurre nuove colture, come la barbabietola da zucchero, il cotone e tutte le piante che potevano sostituire i prodotti coloniali, non più disponibili in seguito alla guerra marittima e al blocco continentale. Nei fascicoli della Prefettura del Dipartimento di Montenotte troviamo comunque alcuni documenti riguardanti queste colture. 

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Circolare del Prefetto del Dipartimento di Montenotte Chabrol ai sindaci del Dipartimento relativa alla semina della barbabietola

Savona, 10 marzo 1812

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 53, fasc. 1

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Situazione della coltivazione del cotone nel cantone di Finale nell’anno 1808, con l'indicazione dei coltivatori e della estensione di terreno adibita a questa coltura

Finale Ligure, 1 settembre 1808

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 52, fasc. 6

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Brevi indicazioni sulla coltivazione del cotone nelle province meridionali dell’Impero

Parigi, febbraio 1810

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 52, fasc. 5

L'INDUSTRIA: LE STOVIGLIE
Le manifatture costituivano uno degli interessi principali dell'Impero. Chabrol si dedicò particolarmente a questo settore, che al suo arrivo si trovava in crisi ed era generalmente in condizioni di arretratezza, occupandosi delle manifatture tessili e dell'industria legata all'attività mineraria. Le statistiche del Dipartimento costituiscono la fonte principale per lo studio dell'industria ligure all'inizio del XIX secolo.
Tra i settori su cui si concentrò la sua attenzione  ci fu quello delle "stoviglie" (ceramiche, terraglie, ecc.). A riguardo delle manifatture di Savona e Albissola, Chabrol illustra le tecniche, le modalità e le spese di produzione. Nel circondario di Savona l'industria delle stoviglie dava lavoro a 2170 persone.

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Prospetto relativo alle fabbriche di maiolica, ceramica, laterizi nel Comune di Savona negli anni 1810-1811

Savona, 1812

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 67, fasc. 3

LA SETA
Nel Dipartimento la filatura della seta era un'attività rilevante nei circondari di Ceva e Acqui, era invece completamente assente in quello di Porto Maurizio. Nel circondario di Acqui erano presenti 39 filatoi con 680 fornelletti, in quello di Acqui 14 filatoi con 396 fornelletti (bacinelle riscaldate dal fuoco in cui venivano immersi i bozzoli per facilitarne lo svolgimento; a ogni fornelletto erano addette due donne per filare e torcere). Nel circondario di Savona esistevano 12 filatoi di piccole dimensioni che disponevano di 100 fornelletti.

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Quadro comparativo dei prezzi della seta per gli anni 1808-1811 nel Dipartimento di Montenotte

Savona, 3 settembre 1811

Archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte, b. 58, fasc. 1

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