Savona al tempo di Dante

L'archivio del Comune di Savona, conservato presso l'Archivio di Stato, è indubbiamente la fonte principale per lo studio della storia cittadina, della nascita e dello sviluppo del Comune.

Per mostrare alcune "istantanee" della vita della città di Savona a cavallo tra i secoli XIII e XIV, negli anni in cui visse Dante (1265 - 1321), esponiamo alcuni documenti scelti tra le oltre 1000 pergamene conservate.

Tra questi troviamo un privilegio e due lettere dell'imperatore Enrico VII che risalgono alla sua discesa in Italia. Su di lui Dante aveva posto la grande speranza della monarchia universale, oltre a quella del ripristino dell'ordine e della pace in Italia, sconvolta dai conflitti tra guelfi e ghibellini. Dante dedicò a Enrico VII (Arrigo) l'epistola VII e alcune menzioni nella Commedia. Di seguito parte della profezia di Beatrice nel canto XXX del Paradiso:

E 'n quel gran seggio a che tu li occhi tieni
per la corona che già v'è su posta,
prima che tu a queste nozze ceni,
sederà l’alma, che fia giù agosta,
de l’alto Arrigo, ch’a drizzare Italia
verrà in prima ch’ella sia disposta.

(Paradiso, XXX, 133-138)


1) 1297, marzo 10, nel capitolo di Savona

Il vescovo di Savona, Enrico, e gli otto sapienti eletti dal Consiglio savonese, con la mediazione di Bonifacio, vescovo di Alba, di Ugheto, marchese del Carretto, e del podestà di Savona, Andriolo Lercario, stipulano un trattato in merito al vino prodotto nelle terre vescovili e al legname verde del bosco del Comune. (Comune di Savona, Pergamene, I/172)

2) 1298, marzo 5, Genova

Il podestà, i capitani, l’abate del popolo e gli otto consiglieri di Genova ordinano a tutti i podestà castellani, i consoli, rettori, magistrati, ufficiali e Comuni della riviera occidentale di esigere la colletta per l’allestimento dell’esercito solo dai possessori residenti e di restituire le somme ingiustamente riscosse. (Comune di Savona, Pergamene, I/176)

3) 1298, novembre 15, Savona

Il Comune di Savona nomina suo sindaco il notaio Giacomo Testa per intentare causa al Comune di Genova per la malatolta sul grano e per altre esazioni e pedaggi pagati in Genova dai Savonesi in deroga alla convenzione del 1251; per acquistare dal Comune genovese o da privati da 500 a 1.000 mine di grano al prezzo massimo di 16 o17 genovini per mina e per contrarre il relativo mutuo. (Comune di Savona, Pergamene, I/175)

4) 1303, giugno 14, Genova, nel palazzo del Comune

Federico Babo e Percivalle di Albisola, sindaci del Comune di Savona, chiedono al podestà di Genova, Guglielmo Turco di Castello, cittadino di Asti, la restituzione al Comune savonese della giurisdizione e dei proventi della castellania di Quiliano in base alla convenzione del 1251. Il podestà respinge la petizione per vizio di forma. (Comune di Savona, Pergamene, I/189)

5) 1306, luglio 21, nel capitolo di Savona

Raimondo, presbitero, banditore e sindaco del Comune di Savona, dichiara di aver avuto in mutuo da Polino Maleta 535 lire di genovini per saldare due debiti del Comune, nei confronti dello stesso Polino e del fratello defunto Aicardino, da restituire entro un anno. (Comune di Savona, Pergamene, I/195)

6) 1311, novembre 24, Genova

L'imperatore Enrico VII conferma al Comune di Savona i privilegi concessi da Enrico II e da Federico II. (Comune di Savona, Pergamene, III/32)

7) 1312, aprile 11, Pisa

Enrico VII accoglie il Comune di Savona sotto la sua protezione e ordina ai fedeli dell’Impero non soltanto di non danneggiare i Savonesi, ma di favorirli e difenderli. (Comune di Savona, Pergamene, III/33)

8) 1312, aprile 13, Pisa

Enrico VII ordina a tutte le autorità civili dell’Impero di espellere dalle loro terre i condannati a morte a Savona e nel suo distretto. (Comune di Savona, Pergamene, II/224)